I benefici derivanti dall’attività sportiva si possono contestualizzare, oltre che in termini di salute e benessere, anche a livello sociale ed economico.

La piscina è tra gli impianti più complessi nel panorama impiantistico sportivo, costoso sia da mantenere sia da gestire, ma considerato sempre più indispensabile in una comodità moderna. Da una fruizione prettamente sportiva, la piscina è diventata anche un impianto frequentato da diverse tipologie di persone, assumendo un ruolo centrale non solo per la pratica natatoria-sportiva, ma anche per soddisfare il benessere psico-fisico dell’individuo.

Di tutti questi fattori deve tener conto una progettazione integrata dell’impianto sportivo, che non può essere improvvisata, ma bensì frutto di esperienza. Il libro Architettura degli impianti acquatici dell’Architetto Paolo Pettene si pone l’obiettivo di fornire una visione globale di tali tematiche, facendone intuire la complessità e al contempo apprezzare le enormi potenzialità.

Si riporteranno di seguito alcune slides, tratte dalla lezione di Federico Gross in occasione del Corso di Perferzionamento in Management dello Sport all’Università di Pavia, con le quali si correlano dati demografici ed economici dello sport in Italia.

Si può evidenziare a titolo esemplificativo come l’attuale livello di diffusione della pratica sportiva eviti ogni anno 52.000 malattie e 22.000 morti, con un beneficio pari a € 1.500.000.000 per il Servizio Sanitario Nazionale e € 32.000.000.000 in termini di produttività (pari al 2% del Prodotto Interno Lordo del nostro Paese). In particolare, vi sono patologie quali malattie cardiovascolari, ictus, diabete di tipo II, per le quali è provata la relazione di causalità tra la pratica sportiva e i benefici per la salute.

Concludendo, in previsione futura una riduzione dell’1% (215.000 persone) di soggetti inattivi porterebbe un beneficio annuo di € 80.000.000 come risparmio del SSN e un incremento in termini di PIL di € 1.700.000.000.